Piana Crixia
Generalità - Piana Crixia è situata lungo la Strada Provinciale 29 del Colle di Cadibona la quale collega Savona con il comune. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Altare sull'Autostrada A6 è l’uscita consigliata per raggiungere la destinazione. Nei pressi del paese si segnala la presenza di una curiosa formazione rocciosa alta circa 15 metri, a forma di fungo. L'origine di tale formazione rocciosa è probabilmente dovuta al fatto che il masso sovrastante, che costituisce il cappello del fungo, ha protetto dall'erosione la roccia sedimentaria clastica che costituisce lo stelo del fungo. Per la sua singolarità il fungo è protagonista di parecchie leggende. Il comune fa parte della Comunità Montana Alta Val Bormida e vi ha sede il Parco Naturale Regionale di Piana Crixia.
Notizie Storiche - I primi riferimenti risalgono al periodo romano, quando le popolazioni del luogo, i Ligures Montani, nel 180 vengono costrette alla resa dal Console Postumio e organizzate nella IX Regio, tribù Camilla. Con l'occupazione romana inizia la costruzione della Aemilia Scauri (da Vado Sabatia ad Acquae statiellae e Dertona). Lungo tale via esistevano due Mansio (=stazioni) con il compito di dare rifornimento e assistenza a militari e pellegrini: Canalicum e Crixia.La seconda mansio si può collocare a Piana, in località Ponte Vecchio - Parete. Da scavi effettuati si ha conferma di un insediamento pre-romanico di origine Celtica. Sul toponimo non si hanno certezze, ma ipotesi. Si sostiene che"... il toponimo Criscia richiama Brixia (Brescia) ed è riconducibile al suffisso "Io (Crixio), indoeuropeo. Non si può escludere che tale suffisso fosse usato anche nel ligure antico". Si sottolinea, inoltre, la "somiglianzà e la parentela che esiste tra Crisnus e Crisnis. Quest'ultimo è un'antica forma del latino Crinis (capello, chioma). Sia crinus che Crisnis possono essere messi in relazione con Criscia almeno come etimologia e intendere il toponimo Criscia identificato con crine o pendio del monte. Di qui deriverebbe il nome Pareta". A. Dogliotti ritiene, invece, che la parola Criscia abbia un altro significato: Crinis e Criscia dovrebbero essere collocati in luoghi diversi. Egli fa riferimento alla AEmilia Scauri che in prossimità della Mansio Crixia si diramava in due: una verso Acqui e l'altra verso Cortemilia ed Alba. In Crinis egli localizza l'odierna Pareta e in Crixia (Kreus - Crux) il luogo dove le due strade incrociavano. Agli inizi del X secolo viene devastata dai Saraceni. E compreso poi nella marca aleramica. Infatti nel 967 Ottone I concede ad Aleramo 16 corti situate in "desertis locis" tra il fiume Tanaro, l'Orbe ed il mare; tra queste Piana.
Nel 1142 passa ai Del Carretto che ci costruiscono un castello. Nel 1337 è concesso, dal marchese di Saluzzo, agli Scarampi di Asti e nel 1491 è ceduta al Monferrato. Quale feudo imperiale è annessa al Regno di Sardegna nel 1735. Dopo l'occupazione francese Piana fa parte del Dipartimento di Montenotte, cantone di Spigno.
Monumenti - Castello di Piana - Non si conosce l'epoca esatta della sua costruzione, ma sembra possa risalire alla seconda metà del sec. X. Il castello di Piana era una piccola fortezza abitata dal castellano e, durante la guerra, da un presidio militare. In caso di pericolo diventava rifugio per gli abitanti del borgo. Il paese era diviso da esso da un archivolto con portone e sopra un posto di guardia, accessibile attraverso una piccola apertura, ancora esistente, scavata nella roccia. Al Castello di Piana si fa riferimento in vari documenti.
Il 4.5.991, data di fondazione del monastero di S. Quintino di Spigno, il marchese Aleramo dona alcune terre tra cui "offerimus fundo Plana cum castro et capella...". Nel 1178 il papa Alessandro III conferma al monastero il beneficio del "Castrum quod dicitur Plana...". Durante la guerra franco-spagnola i Francesi arrecano gravi danni al castello. Nel 1575 lo Stato del Monferrato provvede al restauro di quello di Piana. Nel 1641 i governatori spagnoli ordinano la demolizionedi tutti i castelli delle Langhe, tra cui quello di Piana. Oggi rimangono solo alcuni ruderi. Presso i ruderi, nel secolo scorso, è stato eretto un altro castello di forma pseudo - medioevale.
Monumenti - Chiesa - Le prime notizie sulla chiesa si trovano nell'atto di fondazione dell'abazia di S. Quintino (991); tra i beni donati dal marchese Aleramo è citata la "cappella". Il 5 maggio 1179 Alessandro III conferma al monastero il possesso della Chiesa di S. Corona in Piana. Si tratta probabilmente di una piccola costruzione con tré altari, ma nel 1585 le sue condizioni sono così disastrose che il Vescovo proibisce al parroco di celebrarvi le funzione religiose fino a quando non siano eseguiti alcuni lavori, tra cui la porta di ingresso. Durante la peste del 1630 diventa un lazzaretto e vi muoiono molte persone. Il 21 aprile 1733 i capi famiglia di Piana si riuniscono in consiglio nella sala dei Signori Moretti per deliberare la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, che fabbricata a più riprese, è finita nel 1754. E dedicata ai santi Eugenio, Vittore e Corona martiri ed è in stile barocco; le colonne che dividono le navate sono di ordine toscano.
Monumenti - Cappella S. Giacomo - Costruita nel 1664 dai fratelli Marchesi Ponzone.
Monumenti - Lodisio (frazione di Piana) - Nel 991 il marchese Aleramo ne fa dono al monastero di S. Quintino e il papa Alessandro III conferma l'appartenenza. In seguito al decadimento del monastero, papa Sisto IV nel 1471 incorpora tutti i suoi beni con i diritti in "Villa quod dicitur Cagna et Lodisio" alla mensa vescovile di Savona. Nel 1600 i beni della mensa sono sottomessi al marchesato di Casale, tranne Lodisio. Anche quando i Savoia si impossessano del Monferrato (pace Utrecht, 1713) Lodisio rimane libero e indipendente con i suoi 230 abitanti, il Consiglio, il tribunale, la fabbrica di "polvere da scoppio". I cinque undicesimi del territorio sono infeudati dai marchesi Del Carretto. I Savoia si mostrano molto interessati a questa piccola Repubblica. Il 17 dicembre 1784 (o 18 agosto secondo il Casalis), Vittorio Amedeo di Sardegna e il Vescovo di Savona conte Gentile raggiungono un accordo: al vescovo viene tolta la giurisdizione sul paese e in cambio riceve il titolo di Principe di Lodisio con l'assegnazione di una rendita annuale.
notizie tratte da: http://www.cm-altavalbormida.it e http://it.wikipedia.org/wiki/Piana_Crixia |